13 agosto 2008
Che cavolo stai dicendo, Eddie?
Per delle ipotesi più serie sul significato di questi mormorii rimando naturalmente alle Canzoni contro la guerra.
13 luglio 2008
Vigliacco!

Sono un vigliacco. Un vigliacco perché associo alle vuote parole retoriche di uno dei tanti politicanti che approvano le "guerre umanitarie" il volto di un ragazzo della mia età, morto in maniera tragica a causa delle scelte fatte da quelli che non mancheranno poi di "stringersi idealmente intorno alla sua bara".
Sono un vigliacco perché faccio notare che ad andare in guerra si rischia di morire. Perché oso solo pensare che una missione militare spedita a difendere gli interessi economici degli Stati Uniti non sia esattamente "qualcosa di concreto per migliorare il mondo". Oltre al coraggio e all'onore, mi manca insomma anche il pudore!
Esprimo le mie idee sulla pelle della gente? Cerchiamo di essere onesti: ho pubblicato su un blog una poesia, non ho ammazzato nessuno. Quelli che mandano la gente a morire, per poi presentarsi in prima fila, commossi, ai funerali, pronunciando senza pudore le loro boiate a proposito di "eroi della pace", quelli sono i veri vigliacchi.
La parola vigliacco deriverebbe secondo alcuni da Valachus, valacco, sarebbe cioè l'adozione nel vocabolario corrente di un insulto razzista. O forse solo "vagamente razzista", come scrive un altro simpatico e anonimo commentatore che mi dà del "radical schick" (che poi si scriverebbe radical-chic). Ebbene, da bravo intellettuale di sinistra che vive nella sua torre d'avorio, vi lascio riflettere sulle note di questa vecchia canzone...
17 maggio 2008
Nos parents anciens
(da Peacelink)

Vengono dal fondo del tempo
andando e poi tornando
gli zigani
Sono i nostri padri remoti
gli indo-europei
gli zigani
Cavallo magro e cane perduto
nella notte blu
quando passo non ho paura di loro
Sei nero come l'estate
quando il sole mi ha bruciato
O zigano,
Fai dei panieri di vimini
per avere un po' di quattrini
O zigano
il tempo t'ha abbronzato la pelle
d'oro e di rame
Il sole è geloso quando dormi
Hanno dei castelli viaggianti
Quattro ruote arredate di vento
gli zigani
Vanno trascinando il mio destino
Tra le linee della mano
Gli zigani
La felicità è un dolore
che abbiamo mancato
Corro anch'io per recuperarla
Cammini dai tempi dei tempi
la strada che scorre davanti
O zigano
che peccato hai commesso
per dover vagare così?
O zigano
Farei di tutto per andarmene
O zigano, prestami i tuoi peccati!
Les Tziganes - Léo Ferré
Ginevra Di Marco
14 maggio 2008
A Man We'll Soon Forget
La prossima volta che Windows Vista vi si pianta, mentre installate Ubuntu, vi consiglio di canticchiare questa canzoncina che i Pearl Jam hanno dedicato al loro amabile concittadino.Ci rimane male lo scemo
che scambia l'amore per una corvetta
pensa che avrà la ragazza
ma troverà solo il meccanico
cosa gli manca?
sta vivendo
un giorno che dimenticherà presto
Eccolo ancora una volta
il sole sta calando
sta spuntando la luna, ma lui è ubriaco ed urla
spingendo la gente
sta pisciando... sta vivendo...
un giorno che presto dimenticherà.
Conta i soldi tutte le mattine
è l'unica cosa che ancora lo eccita
chiuso a chiave in una casa gigante
è allarmante
la gente in città ride tutta di lui
Ci rimane male lo scemo
che scambia l'amore
con un buon stipendio
Sembra che quello che quel che guadagni in più
eguagli la solitudine che ottieni
e tutto torna
sta solo vivendo
un giorno che dimenticherà presto
Eccolo ancora una volta
non si sente nessun suono
è steso a terra morto
e stringe in mano le banconote
non ha mai lasciato andare i soldi
si sta irrigidendo
stiamo tutti fischiettando...
un uomo che dimenticheremo presto.
09 aprile 2008
Scatolette colorate

Scrisse in meno di due ore una canzoncina, apparentemente leggera, che era in realtà un ritratto spietato dell'omologazione della società statunitense. Il termine gergale ticky tacky, che indica il materiale scadente con cui erano costruite quelle scatolette colorate, è perfino stato accolto nell'Oxford Dictionary che attribuisce l'origine della parola alla canzone.
Nel 1964 una versione cantata da Pete Seeger entrò addirittura nella top ten dei singoli più venduti. Nel 1971 Victor Jara la adattò in spagnolo con il titolo Las Casitas del Barrio alto.
Piccole scatole sulla collina, piccole scatole fatte di ticky tacky
Piccole scatole sulla collina, piccole scatole tutte uguali
Ce n'è una verde ed una rosa ed una azzurra ed una gialla
E sono tutte fatte di ticky tacky e si assomigliano tutte.
E la gente nelle case è andata tutta all'università
Dove sono stati messi in delle scatole e sono usciti tutti uguali
e ci sono i dottori e ci sono gli avvocati, e gli uomini d'affari
e sono tutti fatti di ticky tacky e si assomigliano tutti.
E tutti giocano sul campo da golf e sorseggiano i loro Martini dry
e hanno tutti dei bei bambini, e i bambini vanno a scuola
e i bambini vanno al campo estivo e poi all'università
Dove vengono messi in delle scatole ed escono tutti uguali.
E i ragazzi fanno carriera e si sposano e mettono su famiglia
in delle scatole fatte di ticky tacky e si assomigliano tutti.
Ce n'è una verde ed una rosa ed una azzurra ed una gialla
E sono tutte fatte di ticky tacky e si assomigliano tutte.
16 marzo 2008
Powers & Supplies: 8. The Path to the truth
(Sherlock Holmes)
Châteuau d'eau è il poetico nome francese per quella torre di un giallino stinto che, dal punto più alto all'interno del perimetro del CERN, serve da riserva d'acqua per tutto il complesso. Ai suoi piedi sorgono delle baracche attrezzate ad ufficio, niente di particolarmente fantascientifico, ed è lì che il sospettato numero uno, Konrad Reinhard, svolgeva il suo tranquillo ruolo di programmatore. L'ispettor Varrin ed il professor Garrigs, a bordo di un furgoncino bianco con le insegne del CERN, si scambiavano le ultime impressioni prima di scendere ad affrontare il presunto colpevole.
"Ispettore, mi raccomando, proviamo a condurre questo interrogatorio senza pregiudizi, e non pensando di avere in tasca la verità"
“Ma come,” replicò Varrin, “pensa ancora che siamo così lontani dalla soluzione?”
“Ci siamo vicinissimi,” disse Garrigs, “ma non so a quale.”
“Quindi non ha una sola risposta alle nostre domande?”
“Ispettore, se l'avessi insegnerei fisica teorica a Berkeley.”
“A Berkeley hanno sempre la risposta vera?”
“Mai, ma sono molto sicuri dei loro errori.”
“E lei,", chiese l'ispettore con impertinenza, "non commette errori?”
“Spesso,” rispose, “Ma invece di concepirne uno solo ne immagino molti, così non divento schiavo di nessuno.”
"Per questo", spiegava Reinhard con aria supponente, "serve un TCO. Ma scommetto che non sapete cosa sia un TCO..."
"Beh..."
"Chiaro, un TCO è un TLA!", rispose prontamente l'ispettore senza nemmeno salutare.
"E che cos'è un TLA?"
"Three Letter Acronym!", rispose prontamente Varrin con una certa soddisfazione.
"Ah, d'accordo. Comunque un TCO è, nello specifico, un Transparent Clickable Object, un artificio utilizzato nel progetto di moderne interfacce utente per far sì che cliccando su una certa regione a cui pare non sia associato alcun oggetto si ottenga un feedback... Scommetto che lei, ispettore, non lo sapeva..."
"No, non lo sapevo, ma vivo bene lo stesso. Se non le dispiace adesso sono io che vorrei farle qualche domanda."
"Ancora?"
"È vero che lei ha preso contatto con la signora Pereira dell'agenzia immobiliare Semor Fernet a proposito di un appartamento in affitto a Meyrin?"
"Sì, quella bast... quella simpatica signora... Cioè... è stata in effetti un'esperienza terribile... io volevo venire ad abitare più vicino a Ginevra per godermi la vita della città. Ha presente, ispettore, le feste sulla spiaggia di Geneva on line, i party delle Nazioni Unite, la SIP, quella discoteca veramente fichissima, ma così in che a me non m'hanno mai fatto entrare... Insomma, volevo cambiare casa, ma dopo aver fatto trenta richieste che mi sono state TUTTE rifiutate mi sono rassegnato a rimanere nel mio monolocale, tra Chevry e Echenevex, a guardare dalla finestra le mucche al pascolo."
"E si potrebbe quindi affermare che lei prova del risentimento verso la signora Pereira..."
"Quella schifosa... che arrivava parcheggiando la Smart sul marciapiede, senza nemmeno toglierla quando l'addetto alle pulizie doveva passare... che tutte le settimane mi diceva... 'sicuramente lunedì prossimo avrà la risposta, monsieur Reinhard', ed ogni volta..."
"Basta così, grazie. E cosa ci sa dire", incalzò l'ispettore pregustandosi l'effetto delle sue parole, "di un gioco da tavola chiamato Roborally?"
"Fantastico, molto divertente. In questo gioco ogni giocatore ha varie carte che permettono di muovere il proprio robot, farlo girare a destra o a sinistra, tornare indietro, eccetera quindi si devono programmare le proprie mosse - è un gioco adatto ai programmatori, ma quelli seri, quelli che sanno cos'è un TCO - e muoversi attraverso un percorso costellato d'ostacoli, stando anche attento ai robot degli altri giocatori che possono spingerti, sparare..."
"Come pensavo, lo conosce a menadito. Immagino anche che non le sarà sconosciuto il significato della parola unglaublich!"
"Das ist unglaublich! Chi gliel'ha insegnata? vuol dire incredibile in tedesco. In effetti è incredibile che lei mi faccia delle domande del genere."
"Dove si trovava la notte tra il 23 e il 24 giugno 2007?"
Mentre l'ispettore pronunciava queste parole e l'imputato esitava a rispondere, il professore notò che Varrin si stava guardando intorno come se fosse già stato in quell'ufficio e stesse cercando di ritrovare qualcosa che era stato cambiato di posto. Infine lo sguardo dell'ispettore si fissò su una delle scrivanie e Garrigs vide nei suoi occhi quella stessa espressione del giorno prima, folle e inquietante. Ma subito l'ispettore si ricompose e tornò a squadrare Konrad Reinhard, che ancora non aveva risposto alla domanda.
"Dunque non ne ha idea?", e quasi distrattamente raccolse dalla scrivania un libro. Si trattava di Diagrammatica: The Path to Feynman Diagrams di Martinus Veltman. Varrin lo aprì alla pagina indicata da un segnalibro e, con visibile soddisfazione, posò il voluminoso manuale sul tavolo ed estrasse dalla borsa una serie di foto scattate sul luogo del delitto. Scelse quella dove si poteva vedere la schiena nuda della vittima, orrendamente marchiata a fuoco."Ouh la-la", esclamò l'ispettore, "penso, signor Reinhard, che lei ci dovrà spiegare questa spiacevole coincidenza".
La figura alla pagina aperta sul tavolo rappresentava un diagramma in cui un elettrone ed un positrone si annichilano in un fotone virtuale, con tutto quello che ne consegue. Anche ad un profano risultava evidente che il diagramma corrispondeva esattamente al tatuaggio sul corpo della signora Pereira.
"Cosa vorrebbe insinuare ispettore? Quel libro non è mio! Io lavoro sì al CERN ma mi occupo di fare sistemi di controllo, interfaccine grafiche per accendere e spegnere i power supply, ho studiato fisica ma le assicuro che la Quantum Field Theory non l'ho mai capita fino in fondo... quell'esame proprio non mi piaceva..."
"E di questo cosa mi dice?". Dal cassetto della scrivania Varrin estrasse un saldatore portatile. "La dimensione sembra corrispondere esattamente...".
Il professor Garrigs provò a immaginarsi la scena. Reinhard con gli occhi iniettati di sangue che, in cerca di vendetta, trascinava la sua vittima, la legava, la marchiava a fuoco con un saldatore copiando fedelmente un diagramma di Feynman dal libro preso in prestito in biblioteca, quindi la strangolava con un cavo a bassa impedenza e la impiccava ad un rack dei power supplies, proprio quelli per cui stava scrivendo il sistema di controllo (anche se pareva di capire che il contributo di Konrad al progetto fosse piuttosto modesto) poi, senza alcuna apparente ragione, apriva una scatola del suo gioco da tavola preferito, sparpagliava i robottini scrivendo la stessa parola che usava continuamente come esclamazione, per poi lasciare nel proprio ufficio degli indizi fin troppo inequivocabili. Sembrava un comportamento troppo stupido, troppo stupido persino per uno come Konrad Reinhard. E se fosse stata organizzata una montatura per incastrarlo?
(8 - continua...)