10 gennaio 2007

Lo diceva Neruda...

Lo diceva Neruda che di giorno si suda... ma la notte no!
Renzo Arbore
Pablo Neruda
Pablo Neruda

Racconto questo piccolo episodio, che ha "segnato" la mia giornata di ieri, e che si potrebbe classificare sotto la categoria "miti che cadono", perché è secondo me molto indicativo di come funziona la nostra società multimediale e straripante d'informazioni.

Da tempo su internet gira una poesia che, passata di casella di posta in casella di posta, di sito in sito, ha avuto un successo planetario. Una poesia commovente sul senso della vita, che veniva proposta con la firma del Poeta, il grande Pablo Neruda. Quella che segue è l'inizio (tra virgolette) "originale", in spagnolo.

¿Quién muere?

Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito, repitiendo todos los días los mismos trayectos.

Quien no cambia de marca, no arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce.

Muere lentamente quien evita una pasión, quien prefiere el negro sobre blanco y los puntos sobre las “íes” a un remolino de emociones, justamente las que rescatan el brillo de los ojos, sonrisas de los bostezos, corazones a los tropiezos y sentimientos. [...]

Esiste una traduzione italiana (non molto ben fatta a dire il vero), quella è arrivata anche a me anni fa, che avevo stampato e letto con entusiasmo, quella che è stata riportata sul muro del mio sito, quella che anche Giacomo riporta sul suo blog. Potremmo tranquillamente affermare che è la poesia più conosciuta di Neruda.

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi.

Chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero al bianco e i puntini sulle “i” ad un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti. [...]

Ebbene, come avrete già intuito, tutto questo è un'incredibile, riuscitissima e geniale bufala. Perché Neruda questa poesia non l'ha proprio mai scritta. Come è spiegato in un interessante blog spagnolo su cui sono capitato per caso, nella opera omnia del poeta cileno non appaiono mai questi versi. Nei commenti al blog linkato, c'è quello di un visitatore (mascartas) che ha scritto ad una fonte affidabile, la Fondazione Pablo Neruda, ottenendo la seguente testuale risposta:

RESPUESTA TEXTUAL DE LA FUNDACIÓN:

Ese poema NO es de Pablo Neruda.
Gracias por preguntar.
Fundación Pablo Neruda

Con il famoso senno di poi, alcuni altri indizi ci confermano la falsità della poesia:

  • Su internet si trovano versioni diverse della poesia, un fenomeno che si ritrova nei testi trasmessi oralmente come ad esempio le canzoni popolari e - proprio per lo stesso meccanismo - anche nelle catene di Sant'Antonio su internet. Se la poesia fosse di Neruda ci sarebbe un solo testo ufficiale. Immaginiamo il poeta intento a scegliere con cura ogni parola: mai e poi mai avrebbe pubblicato più versioni tanto diverse di una stessa poesia.
  • La poesia non è abbastanza bella per essere di Neruda. Certo, è facile dirlo con il senno di poi: quando l'ho letta la prima volta invece mi era piaciuta molto. Di fronte a un'opera di un artista universalmente celebrato, infatti, siamo prevenuti positivamente. L'esempio più eclatante della forza di simili preconcetti fu il famoso ritrovamento a Livorno delle teste di Modigliani, scolpite per scherzo con un trapano Black & Decker da alcuni geniali buontemponi, con conseguente entusiasmo dei critici e del pubblico. Se l'anonimo autore della poesia si fosse firmato con il suo nome invece che con quello del Poeta, "Lentamente muore" sarebbe stata letta solo da due suoi amici che avrebbero detto "sì, carina" e se la sarebbero dimenticata il giorno dopo.
le finte teste di Modigliani
Le finte "teste di Modigliani" esposte al pubblico a Livorno durante Effetto Venezia. (da questa pagina)

Ma ci sono altri insegnamenti da trarre da questa vicenda.
Il primo è che, per quanto la retorica dei luoghi comuni continui a ripeterci che a scuola i ragazzi devono imparare ad usare internet per fare le ricerche (le famose "tre i"), la Rete non è un (non) luogo dove ricercare un'informazione affidabile. Se provate a digitare alcuni versi della poesia su un motore di ricerca troverete migliaia di siti in cui la poesia è attribuita a Neruda (non troverete il blog che smaschera la bufala) e sarete portati a credere ("lo dice internet, lo dicono in tanti") che senza ombra di dubbio la poesia è di Neruda. Certo, esiste Wikipedia, che è sicuramente più affidabile di tanti altri siti, soprattutto grazie alla rigida politica che richiede che si citino le fonti. Wikipedia è un sito molto popolare e dove chiunque può correggere gli errori, dove un esperto può correggere l'abbaglio del neofita. Ma internet è pieno di siti di neofiti, di gente normale che tende ad amplificare e a diffondere ciò che risponde ai propri desideri.

La seconda questione interessante, infatti, è chiedersi perché la poesia ha avuto questo incredibile successo: proverò a fare delle ipotesi. Prima di tutto la poesia rappresenta quello che un lettore che non ha mai letto niente di Neruda probabilmente si aspetta da una poesia di Neruda. Infatti è quello che anch'io - che di Neruda non ho letto quasi niente (forse solo la seconda poesia più famosa, autentica e molto bella) - mi aspettavo.
Ma il vero punto di forza è che la poesia è concettualmente e stilisticamente molto semplice. Non ci sono metafore ardite, simbolismi poco immediati o parole ricercate. C'è una sola ed evidente figura retorica: l'anafora, con la ripetizione insistente di quello che in alcune versioni è anche il titolo della poesia, lentamente muore.
Alla semplicita stilistica si accompagna un messaggio chiarissimo, che spinge ad una (contro-)identificazione immediata. Leggendola, viene subito da pensare per fortuna io non sono così, meno male che non sto morendo lentamente. Perché tutti, o quasi tutti, viaggiamo, leggiamo, ascoltiamo musica non abbandoniamo i progetti prima di iniziarli (anzi... li portiamo in fondo con successo!), non evitiamo le passioni (anzi, ci buttiamo a capofitto nell'amore) rischiamo la certezza per l'incertezza, capovolgiamo i tavoli, scegliamo un percorso sempre nuovo (bisognerà pure evitare il traffico) e soprattutto ci permettiamo, anche più di una volta nella vita, di fuggire i consigli sensati!
Quindi... siamo salvi. Lentamente moriranno... loro... noi semmai viviamo rapidamente. Tanto rapidamente da non avere il tempo di accorgerci che Neruda quella poesia non l'aveva mai scritta!

24 dicembre 2006

White Christmas Makes Me Blue

Solo i peccatori, e non i santi, celebrano la loro nascita
(Origene)

auguri

Strani meccanismi della natura umana: questi fatti, apparentemente scollegati fra loro, sono invece in qualche modo riconducibili l'uno all'altro:
  • Nell'emisfero settentrionale intorno al 20 dicembre cade il Solstizio d'Inverno, le giornate cominciano ad allungarsi
  • Nell'Antica Roma si celebrava in quel periodo la festa del dio Mitra, legata a una simbolica "rinascita del Sole". L'imperatore Aureliano fissò ufficialmente una festività, che cadeva 8 giorni prima di capodanno, chiamata dies natalis Solis Invicti.
  • Intorno al terzo secolo dopo Cristo, alcuni cristiani - probabilmente al fine di contrastare (o meglio assimilare) la festa pagana - decisero di festeggiare la nascita di Gesù proprio il 25 dicembre, con l'ovvio significato simbolico che Gesù sarebbe il vero Sole che porta la luce all'umanità.
  • Al giorno d'oggi nella settimana precedente al 25 dicembre si assiste ad un rito che si potrebbe descrivere come "pellegrinaggio all'Ipercoop".
  • In quello stesso periodo delle brutte lucine appaiono intorno ai negozi delle nostre città, per non parlare dei pupazzi vestiti di rosso che rappresentano un personaggio inventato dalla Coca Cola.
  • Senza nessuna ragione oggettiva, in questi giorni sono insopportabilmente insofferente e un po' malinconico.
P.S. Questo post si è meritato l'onore di avere una risposta da Massi

15 dicembre 2006

Fran el andalú

Continuando la serie di interviste, è adesso la volta di Francisco, el andalú. Fran è il cantante de Les Asynchrones, il nostro gruppo di bossa-nova italo-spagnolo che ormai sta perdendo troppi componenti... Dietro al ruolo di ingegnere informatico, Fran nasconde una passione per le lingue e per la letteratura. Questa settimana farà ritorna nel suo paese vicino a Cadice, Sanlúcar. Grazie a Fran stiamo tutti facendo molti progressi in andalú, questo dialetto spagnolo in cui tutte le s spariscono insieme a molte altri consonanti che a volte vengono aspirate mentre le parole vengono spesso troncate: sorprendenti a volte le somiglianze con il pratese! Giacomo, ad esempio, sta imparando direttamente l'andaluso senza passare dallo spagnolo.
Se volete imparare l'andaluso in pochi minuti, vi consiglio di seguire un divertente video con un corso di andaluso

Fran

La traduzione dallo spagnolo è mia, e sarà sicuramente un po' approssimativa.

Para mis lectores españoles: podéis leer directamente la entrevista en español

Racconta la tua vita in 4 o 5 righe

Figlio di camionista, sono nato a Sanlúcar de Barrameda.
Da allora ho amato tutto ciò che mi circondava, sono sempre stato onesto con i miei sentimenti e aspirazioni, per i quali ho lottato, a volte anche ignorando le circostanze.
Con gli anni non è diminuita la volontà, ma sicuramente è subentrata la valutazione, al momento di intraprendere un nuovo progetto, se meritasse dedicarci del tempo oppure no.

Sono il risultato di quello mi hanno detto che non potevo riuscire ad essere né a fare.

Come sei arrivato al CERN?

Grazie al mio amico Andrew Mark Campbell-Boross che ho conosciuto all'Università di Malaga. Quel ragazzo è il mio angelo sulla Terra.

Credi di essere cambiato da quando hai cominciato a lavorare al CERN?

Moltissimo. Sono più audace (sì, ancora di più) di quando sono arrivato. Mi sono dedicato a degli hobby che avevo sempre trascurato, come il kungfu o la canzone. Dal punto di vista tecnico-intellettuale mi sono laureato in ingegneria informatica e ho cominciato il dottorato. Mi sono fatto uno strato di due centimetri di vernice di dignità che mi impedisce di fare quelle follie a cui invece ero disposto all'inizio dell'anno. Ho acquisito due nuove lingue: il francese ed il portoghese. Inoltre ho perfezionato l'inglese, che non è poco. Lo spagnolo segue sulla sua linea andaluso-fiorentina, come sai bene :D.

Che farai al ritorno in Spagna?

Cercherò il modo di tornare al CERN O:-) , di fare qualcosa per entrare nell'European Bioinfrmatics Institute e in centri annessi, o ancora di cominciare una carriera da imprenditore. In ogni caso, metterò tutto l'impegno possibile per scoprire qualcosa di utile nel campo della bioinformatica. Sarà valsa la pena di aver fatto il dottorato, se il mio lavoro riuscirà a salvare la vita anche di una sola persona. Il mio matrimonio con GNU/linux e con il software libero mi ha portato solo benefici. Tanto economici quanto soddisfazioni a livello personale. Anche farla finita con il modello di commercio di Oracle mi pare una missione nobile dall'istante stesso in cui l'umanità intera potrà trarre vantaggio da RDBMS di qualità, senza bisogno di pagare licenze immoralmente esorbitanti ed insostenibili per una piccola o media impresa.

Perché hai deciso di cantare la bossa nova con questi pazzi di italiani?

Fran cantandoPerò que cazzo!! Hehehe. Prima di tutto perché adoro usare la lingua portoghese per esprimerimi nelle mie interpretazioni, proprio come faceva il re di (pre-)Spagna: il fu Alfonso X 'il saggio' nelle sue poesie. Secondo perché ho avuto dei motivi personali per imparare questa lingua. Anche se ho perso la fede nel potere di commuovere delle mie poesie e dei miei scritti, ho tentato di reinventarmi un modo di far commuovere con la mia voce grazie a melodie e parole scritte da altri. Forse un giorno le persone giuste ascolteranno un'interpretazione, perfetta alle loro orecchie, di Corcovado (mp3). E forse questa canzone riuscirà ad indurre in loro la commozione che vorrei.

Perché ti piace il portoghese ed il Portogallo (e le portoghesi)?

Che razza di intervista è questa? Non avrai per caso l'intenzione di venderla a scopo di lucro alla rivista sensazionalista spagnola "Hola", vero?

Há coisas que eu não posso explicar muito bem, mas agora meu coração permanece lá.
Eu não sei para quanto tempo. Eu penso que pouco. Não gosto esta situação, como não gosto mentiras.
Algumas amistades serão sempre mentiras. Minha história diz algumas delas.

In questo momento ho molti amici portoghesi, che apprezzo. Mi vergogno molto delle differenze nei sistemi educativi dei due paesi. Per farti un esempio, i portoghesi non doppiano i film e per questo il loro livello nella lingua di Shakespeare è sensibilmente superiore al nostro. Mentre loro conoscono il nostro Cervantes, noi ignoriamo il loro Camões. Sembra incredibile l'ignoranza maiuscola che abbiamo riguardo ad un paese tanto vicino a noi, che per di più ci conosce benissimo. Soprattutto conosce i nostri difetti ;-).

Spiegaci la differenza tra spagnolo e andalú(z)

Si dice che l'andaluso mangia le consonanti per ampliare il complesso dei suoni vocalici, per esempio: las peras -> lah perah.

Ad ogni modo l'andaluso può variare molto da una zona all'altra dell'Andalusia. Così troviamo sia il fenomeno del seseo (Cenicienta -> Senisienta) che quello del ceceo (siseando -> ciceando).

Non ci piace neanche pronunciare troppo le jotas (almeno a Cadice). Per questo una giraffa (jirafa) si può pronunciare Hirafa, dove in questo caso la H si pronuncerebbe come la H inglese in Hospital.

Quindi l'andaluso è molto simile al pratese...

Al fiorentino ancora di più, no? Non capisco la differenza tra fiorentino e pratese. Domanda a Giacomo.

Giacomo, Fran, Maso

Fran con i suoi due alunni del corso intensivo di andalú

Cosa ti piace di più della Svizzera?

Adoro il trasporto pubblico, il cioccolato, la fondue, Ginevra, la loro attenzione alla cura dell'ambiente, la grande sensazione di comunità solidale che si respira...

E cosa ti piace meno?

La loro visione materialista della vita.

Una frase per la posterità

Il popolo ignora i saggi e ascolta i suoi politici.


Cuenta tu vida en 4 o 5 lineas

Hijo de camionero, nací en Sanlúcar de Barrameda.
Desde entonces he amado cuanto me ha rodeado, siempre he sido honesto con mis sentimientos y anhelos, y he luchado por ellos, en ocasiones incluso ignorando las circunstancias.

Con los años no ha disminuido mi voluntad, pero si la valoración al acometer un nuevo proyecto, para decidir cuando mi tiempo es merecido y cuando no.

Soy el resultado de lo que me dijeron que no podría llegar a ser, ni a hacer.

¿Como llegaste al CERN?

Gracias a mi amigo Andrew Mark Campbell-Boross, que conoci en la Universidad de Malaga. Ese chiquillo es mi angel en la Tierra.

¿Crees que has cambiado desde que empezaste a trabajar al CERN?

Muchisimo. Soy mas atrevido (si, aun mas) que cuando llegue. He practicado hobbies a los que siempre estuve dando vueltas, como el kungfu, o la cancion. Desde el punto de vista intelectual-tecnico he terminado ingenieria informatica y he comenzado el doctorado. Me he hecho con un barniz de dos centimetros de dignidad que me impide hacer locuras como estaba dispuesto a principios de año. He adquirido dos nuevos idiomas: el frances y el portugues. Ademas he perfeccionado mi ingles, que no es poco. El español sigue en su linea andaluzo-fiorentina, como bien te consta :D.

¿Qué haras al volver a España?

Buscar la forma de volver al CERN O:-) , hacer por ingresar en el EBI y centros anejos, o bien iniciar mi carrera como emprendedor. En cualquier caso, pondre todo mi empeño en descubrir algo de utilidad relacionado con bioinformatica. Mi doctorado ya habra valido la pena si logra salvar la vida de una sola persona. Mi matrimonio con GNU/Linux y el SW libre solo me ha aportado beneficios. Tanto economicos, como satisfacciones a nivel personal. Acabar con el modelo de negocio de Oracle me parece tambien una noble mision desde el mismo instante en que absolutamente toda la humanidad podria beneficiarse de RDBMs de calidad, sin necesidad de realizar abonos inmoralmente desorbitados e insostenibles para una PYME.

¿Por qué decidiste de cantar la bossa nova con estos italianos locos?

Pero que cazzo!! Hehehe. Primero porque adoro la lengua portuguesa para expresarme en mis interpretaciones, tal como hiciera el ya difunto Rey de la Pre-España: Alfonso X 'El Sabio' en sus poemas. Segundo porque tuve motivos personales para aprender esa lengua. Aunque perdi la fe en el poder conmovedor de mis poemas y escritos, he tratado de reinventarme para conmover con mi voz y las melodias con palabras de otros. Quizas un dia las personas adecuadas oigan una interpretacion, a sus oidos perfecta, de Corcovado (mp3). Y quizas eslaa cancion logre inducir la conmocion que pretendo.

¿Por qué te gusta el portugués y Portugal (y las portuguesas)?

Que tipo de entrevista es esta? No tendras la lucrativa intencion de vendersela a la revista sensacionalista española Hola, verdad?

Há coisas que eu não posso explicar muito bem, mas agora meu coração permanece lá.
Eu não sei para quanto tempo. Eu penso que pouco. Não gosto esta situação, como não gosto mentiras.
Algumas amistades serão sempre mentiras. Minha história diz algumas delas.

Actualmente, tengo muchos amigos portugueses a los que aprecio. Tambien me averguenzo mucho de las diferencias en el sistema educativo de ambos paises. Por ponerte un ejemplo, los portugueses no doblan peliculas, asi que su nivel en la lengua de Shakespeare es sensiblemente superior al nuestro. Mientras que ellos conocen nuestro Cervantes, nosotros ignoramos a su Camões. Parece increible la incultura mayuscula que tenemos acerca de un pais tan cercano, que ademas conoce tanto sobre nosotros. Sobre todo acerca de nuestros defectos ;-)

Explica la diferencia entre español y andalú(z)

Se dice que el andaluz come consonantes para ampliar el conjunto de sonidos vocalicos a saber: las peras - lah perah.

De todas formas el andaluz de una zona de Andalucia puede variar mucho respecto de otra. Asi nos encontramos desde el seseo (Cenicienta -> Senisienta) al ceceo (siseando -> ciceando).


Tampoco gustamos de pronunciar demasiado las jotas (al menos en Cadiz). Por ello una Jirafa se puede pronunciar como Hirafa, donde en este caso la H se pronunciaria como la H inglesa en Hospital.

Entonces el andaluz es muy parecido al pratese...

Al fiorentino mas bien, no?. No entiendo la diferencia entre fiorentino y pratense. Pregunta al bueno de Giacomo.

¿Qué es lo que más te gusta de Suiza?

Me encanta el transporte publico, el chocolate, la fondue, Ginebra, su preocupacion por el cuidado del medio ambiente, la gran sensacion de comunidad solidaria que se respira...

¿Y lo que menos?

La vision materialista que tiene de la vida.

Una frase para la posteridad

El pueblo ignora a los sabios y escucha a sus politicos.

04 dicembre 2006

Intervista a Massi

Iniziamo con questo articolo una serie di interviste che, prendendo a prestito il format dalle interviste di Kirai (il mio blogger di riferimento), ho deciso di fare a gente che lavora al CERN, ma non solo.
E come non cominciare con Massi? Anche lui un informatico fiorentino, in questi ultimi sei mesi, è stato un technical student ed anche una parte importante della mia seconda famiglia in Svizzera. In questi sei mesi ha vissuto a Gex, ha fatto un corso di francese che lo ha appassionato, tanto che ora lo parla quasi perfettamente.
È recentemente tornato a Firenze per laurearsi, ma è triste di aver dovuto lasciare Ginevra (la ville plus belle du monde, mah...).

Maso intervista Massi

Sei felice?

No. Perché ho la tristezza dentro (ride)

Racconta la tua vita in 4 o 5 righe

Suono la chitarra, studio l'informatica, mi piace l'analisi numerica ma non riesco a trovare un posto in cui mi facciano programmare algoritmi numerici in C++, suono la tromba. Mi piace il francese.

Come ti sei ritrovato al CERN?

Per l'esame di reti neurali abbiamo fatto un progetto sullo studio delle previsioni del tempo in base all'analisi dei dati storici di alcune centraline. Eravamo interessati a continuare. Siamo andati a parlare con il LaMMa (stranissimo: le previsioni del tempo le fanno su dati americani gratuiti, pur avendo i dati dell'areonautica a pagamento, usando dei modelli per perturbazioni numeriche hanno sempre un vortice sull'atlantico). Poi siamo stati a parlare con l'Autorità di Bacino del Fiume Arno che ci aveva proposto una tesi sullo studio dell'evoluzione delle tinche nel tratto casentinese del fiume. Poi il nostro professore ci propose di fare il Technical Student da Carminati al CERN, per continuare a studiare le previsioni del tempo usando la GRID del CERN. Facemmo l'application, Carminati molto probabilmente se n'era dimenticato, e ci prese il dipartimento più bello: l'IT!

Cosa hai imparato in questi sei mesi dal punto di vista professionale?

Il francese. Ho avuto la possibilità di studiare un po' quello che ho voluto per poter portare a termine il mio progetto. Ho studiato sicurezza delle reti, Kerberos, Grid Proxies, programmazione con GSSAPI. Ho avuto l'esperienza di controllare lo stato degli (per ora) 8000 computer di Tier 0 della LCG Di questi computer ho progettato un sistema di sicurezza per mantenere le password dei BMC di IPMI. Che dire, il CERN è proprio un bel posto dove lavorare. Dove si ritrova, un lavoro in cui vai in piscina a mezzogiorno? :-)

E dal punto di vista umano?

Il francese. Sarà anche una bischerata, ma penso che con gli amici che si fa lontano da casa, si entra davvero più in confidenza (con alcuni ovviamente! La generalizzazione è sempre sbagliata. È come dire che quelli che votano Forza Italia son cretini... quasi tutti, è vero, però ... ). Bisogna stare attenti a scherzare con la gente. Le culture son differenti. Alcuni capiscono le battute, altri no e si possono incazzare.

Qual è la città più bella del mondo?

Ginevra.

Massi

Massi i primi giorni a Ginevra, con il carrello carico di cose per la casa

Perché parli sempre di Novosibirsk?

Perché ho letto i libri di Terzani. Il Mancini ci ha fatto la tesi di dottorato. È in Siberia meridionale. Non so che cosa c'è a Novosibirsk, non sappiamo nulla di quello che c'è in Russia. Boh? E poi, vuoi mettere la spettacolare immagine del tipo che getta in aria il tè e questo si ghiaccia istantaneamente? :-)

Che farai al ritorno in Italia?

Finisco la tesi. Poi boh??? Cerco lavoro, che vuoi che faccia! Io provo a mandare il curriculum alla Ferrari, poi si vede se hanno bisogno di un analista numerico!

Hai paura di finire a programmare in Java e di dover implementare il metodo getAssessore() per il comune di Castelnuovo Berardenga?

Il brutto è che ho paura davvero. Poi... se la giunta a Castelnuovo Berardenga cambia è un casino, perché bisogna riimplementare la getAssessore().

Un lato positivo della Svizzera?

Il lago. Il fatto che sei vicino a Parigi. Il fatto che con le pubblicità dell'aereoporto puoi sognare di fare un viaggio a Marrakech per 99CHF...

Un lato negativo della Svizzera?

Le zecche sui treni. I treni in generale.

Secondo te verrà un giorno in cui GRID funzionerà?

No. No, o meglio sì, sì... alla fine funzionerà. Perché non mi piace come è stato fatto però, oggettivamente, era il modo più semplice in cui fare le cose. Si può parlare tanto d'informatica teorica, ma quando i problemi sono di grandi dimensioni diventa difficile affrontarli con le tecniche standard.

Avevi mai sentito parlare del bosone di Higgs un anno e mezzo fa?

Sì, dal Landi... mi diceva "eh... perché al CERN trovano il bosone". Io pensavo che si chiamasse il bosone X...

E ora pensi di saperne qualcosa di più?

Sì, che non si chiama X... ma è il nome di uno, che si chiama Robert Higgs... (nota: in realtà si chiama Peter)

Un consiglio per chi volesse fare il technical student al CERN

Uno spettacolo. Di finire nell'IT perché si sta proprio bene. Davvero. C'è un problema: quando torni a casa ti senti un po' spaesato però ... :-(

Music, Computer Science or Agriculture? Quale delle tre è la tua vera passione?

Potevi impegnarti un filino di più in questa domanda, Lorenzino... comunque computer science bellina, ma è un balocchino, agriculture bella un monte, mi garba tantissimo e... la musica è bella, però non mi riesce. No davvero.

Imparerò mai ad andare a tempo quando suono il sax?

(ride) Eh diciamo... sì, sì... forse. No, sul serio: imparerai se inizi ad ascoltare quello che fanno gli altri. E se instauri un rapporto con lo strumento un po' più di fiducia. Perché non ti fa male, il sassofono, lui fa quello che gli dici di fare!

Sax

Massi che cerca di farmi andare a tempo

Si può dire che il CERN sta alla fisica come il jazz sta alla musica? (nel senso che l'improvvisazione svolge un ruolo determinante)

In questo senso sì

Raccontami dell'illuminazione che hai avuto questo fine settimana Lione quando hai scoperto la ragione per cui stavi bene a Ginevra

Ho scoperto che il sabato e la domenica, bene o male, sono sempre stato a studiare con Ciccio, da tre anni a questa parte... (un coro unanime lo corregge) sì sono cinque, lo so, ma negli ultimi tre si è studiato parecchio. Qui, invece, il sabato e la domenica posso andare in giro, anche perché ho parecchi più soldi.

Raccontami del tuo rapporto con Ciccio e dellla teoria dell'"incazzarsi e urlare fa bene alla salute"

Parliamone, mi piace. Io a Ciccio gli voglio bene, per l'amor di Dio... il discorso è lungo, non ti basta la batteria del portatile. Io gli voglio bene a Ciccio, però i problemi di Ciccio sono due, no tre... quattro... cinque... insomma sono un po'. Il primo è che non mangia frutta e verdura, e questo è male. Il secondo è che mi ha fatto perdere un monte di buone abitudini mettendo un monte di sale e di pepe nelle cose che prepara. Il terzo è che mi fa le cose di nascosto. Il quarto è che.. insomma ce n'è tanti.
È inutile prendere le cose in "stile Juve". Se c'è un problema, se ne parla, si urla, si litiga avoglia, ma perlomeno le cose si chiariscono. Tenersi tutto dentro e rinfacciare le cose come fa Ciccio, è da stupidi. Tanto i risentimenti vengono al pettine. Puoi capire come mai uno è incazzato o no. Lo sai, te lo ha detto. Davvero. Se c'è un problema s'affronta, si alza la voce, si batte la testa contro la lavagna. Non si sta zitti fingendo una nonchalanche che non sta né in cielo né in terra. Che cazzo! (urla)

Massi e Ciccio

Massi e Ciccio: un rapporto altalenante, con alti e bassi

Una frase storica per i posteri

Hola, tío. ¿Qué tal?

25 novembre 2006

Look for America

"Kathy," I said, as we boarded a Greyhound in Pittsburg,
"Michigan seems like a dream to me now."
It took me four days to hitchhike from Saginaw
and I've come to look for America
Paul Simon, America

Nota: questo post avrebbe dovuto essere pubblicato più di un mese fa. Purtroppo in questi ultimi tempi ero lost in the power supplies...

Cercare l'America. L'America la trovi nell'autista di Greyhound che, come se fosse il protagonista di un film di spionaggio, impugna il microfono ed improvvisa un discorso (in un American English che cercherò di doppiare in diretta): "Ok, gente, io sono Ben, il vostro autista. La nostra missione è arrivare a Boston. Ma abbiamo un problema:" (suspence, pausa lunghissima durante la quale i passeggeri arrivano ad ipotizzare una bomba sul pullman) "il traffico." (sospiro di sollievo) "Ora, se tutto va bene, dovremmo essere a destinazione alle 9 e 25. Se no, chi può saperlo...". Perché gli americani ci fregano! E non solo con la lingua, anche con questi atteggiamenti che noi, ingenui consumatori del loro modo di vivere, avevamo classificato come fiction. Niente da fare, proprio non te lo immagini l'autista della CAP che ti fa "Ok, gente, sono Maurino, il vostro autista. La nostra missione è arrivare a Livorno. Il nostro nemico è il Ponte all'Indiano...".

I primi giorni a New York continuavamo a ripetere come dei cretini: "Ma è tutto come nei film", cosa che all'americano in Europa non succede un po' perché l'Europa è in generale abbastanza diversa da come la rappresentano molti film europei, un po' perché molti americani hanno visto ben pochi film europei... Tutto come nei film:


fumo dai tombini
il fumo dai tombini...

scoiattolo a Central Park
gli scoiattoli a Central Park...

Fermare un taxi
i taxi che si fermano facendo un cenno...

Presentatore televisivo
i presentatori televisivi per strada
Scale anti incendio
le scale anti incendio fuori da tutte le case

Milioni di persone corrono ogni giorno per le strade e nelle stazioni della metropolitana, fanno colazione in corsa bevendosi un latte (da pronunciarsi rigorosamente all'americana, è una sottospecie di cappuccino incredibilmente lungo in un bicchiere di carta che si può bere con la cannuccia camminando, se ne vuoi due devi chiedere two lattes), corrono, corrono tutta la settimana, finché finalmente arriva la domenica e si rilassano... correndo ancora in Central Park.

In corsa

Abitare a Manhattan è un segno distintivo, per cui si è disposti a pagare prezzi esorbitanti, pur di evitare le affollatissime metropolitane che la mattina portano i pendolari di Brooklyn, Bronx e Queens nella City. Ma dire Manhattan è sbagliato, perché Manhattan è in realtà enorme e variegata. Dal Financial District a sud, con la skyline spettacolare e orfana delle torri, che però è un quartiere anonimo e affaristico, salendo a nord per i quartieri di casette come nei film di Woody Allen nel Greenwich Village, Soho, Chelsea... fino ai grattacieli di midtown, Times Square con la sua presunzione (peraltro giustificata) di essere il centro del mondo, fino a Columbus Circle e Central Park... per poi entrare, a nord di Central Park, in un mondo completamente diverso. Eppure è ancora l'isola di Manhattan, ma molti newyorkesi non sono mai andati più a nord della 115ma strada, per la precisione quelli che non ci vanno sono i newyorkesi bianchi.

Con due o tre fermate dell'A-train, da Columbus Circle, si arriva ad Harlem. Quasi tutti i bianchi scendono nelle due fermate intermedie, e quando sali in superficie ti trovi in strade completamente diverse. Chiesette piccole di mattoni rossi, il boulevard intitolato a Martin Luther King, l'Apollo - il teatro da dove sono passati i migliori jazzisti degli anni d'oro - le librerie "militanti" dove si dice chiaramente che gli onnipresenti agenti del NYPD non sono solo professionalità, rispetto e cortesia (un giorno psicologi, il giorno dopo eroi) ma anche gente che ti può sparare solo perché vivi nella tua pelle americana.


Harlem
Harlem
Naturalmente per la newyorkese che lavora nel consulting, razionalizzando i piani industriali delle aziende, andare a Harlem è addirittura inconcepibile: la risposta scontata quando le racconti entusiasta della passeggiata è... "Why did you guys go there??". A proposito mi ero spesso chiesto che cosa diavolo fosse questo consulting, finalmente ho avuto una risposta chiara: succede che delle giovani e intelligenti impiegate coi tacchi alti (che guadagnano 8000 dollari al mese), tutte persone gentili, simpatiche, ospitali e anche liberal, vanno a lavorare in un ufficio di Manhattan e decidono, in base ad affidabili metodi matematici, che il piano aziendale di una certa industria medio-piccola non è adeguato alla New Economy e il progetto industriale deve essere rilanciato. Per alcuni processi complicati che qualcuno riassume con il termine di globalizzazione, una settimana dopo un operaio di Pontedera - che guadagnava 1000 euro al mese se va bene - si ritrova in cassa integrazione. La ragazza con i tacchi alti - che vota democratico e considera Bush un imbecille - intuisce che c'è qualcosa di sbagliato in tutto ciò, ma d'altra parte deve pagare l'affitto della stanza sulla 56ma e vuole potersi permettere di abitare nella città dove c'è tutto.

Se Little Italy è una trappola per turisti ai limiti del caricaturale - è possibile, uscendo da Manhattan e inoltrandosi nel Bronx, trovare il vero quartiere italiano. Intorno a Belmont ave. c'è anche il ristorante dove è stata girata la celebre scena del Padrino quando Al Pacino prende la pistola nel bagno, torna al tavolo e...


Little Italy
Little Italy


Little Italy in the Bronx
Belmont Ave.: Little Italy in the Bronx

Certo, la pizza non era male, ma le foto della visita di Bush durante l'ultima campagna elettorale ci ricordano che i nostri connazionali a New York sono uno dei pochi serbatoi di voti repubblicani a New York (ma a dire il vero in un quadretto accanto c'era anche Hillary Clinton).


Bush da Giovanni's

Molto meglio l'Official Bush Countdown Calendar, a casa di Verena a Boston, dove ogni giorno con una crocetta si possono cancellare i giorni passati per arrivare alla meta: la fine del secondo mandato.


Bush Countdown Calendar

Andare a New York vuol dire andare anche a cercare i propri miti... dove sarà quella strada dove in un giorno d'inverno del 1962 o 1963 è stata scattata la foto della bellissima copertina di The Freewheelin' Bob Dylan: lui con una giacca evidentemente troppo leggera che guarda per terra e la sua ragazza d'allora che lo prende sottobraccio e sorride?

The Freewheelin' Bob Dylan

Ci arriviamo (per la precisione si tratta di Jones St. tra Bleecker e W 4th St., quella di Positively 4th Street), ma troppo tardi... ed è buio...

La strada oggi

Come in una sdolcinata ma bella canzone di una volta...

New York, like a scene from all those movies
But you're real enough to me,
but there's a heart
A heart that lives in New York

A heart in New York,
a rose on the street
I write my song to that city heartbeat
A heart in New York,
love in her eye,
an open door and a friend for the night

New York, you got money on your mind
And my words won't make a dimes
worth a difference,
so here's to you New York

Central Park


Per chi vuole vederle, ci sono molte altre foto.

15 settembre 2006

Fantasma en la ciudad

È una canzone che, come si dice, tutti hanno ascoltato almeno una volta nella vita. L'anno era il 1998, il cantante Manu Chao, appena fuoriuscito dalla Mano Negra, ed il titolo "Clandestino", da un album che ha venduto milioni di copie.

Manu Chao Clandestino

Una canzone pop, di quelle che rimangono in testa inesorabilmente dopo il primo ascolto, magari l'abbiamo sentita migliaia di volte come sottofondo in decine di centri commerciali, sottopassaggi, negozi di dischi delle nostre città del nord... senza fare troppo caso al testo.

 Video Clandestino
Nella loro semplicità, invece, le parole della canzone dicono tanto. Dicono della condanna sofferta da tanti immigrati che, in fuga dai mille sud del mondo, dalla fame, dalle guerre, si ritrovano in quel Nord che li condanna ad una vita clandestina in fuga, fantasmi nella città la cui vita va proibita.


Solo vado con la mia pena
sola va la mia condanna
correre è il mio destino
per fregare la legge.

Perso nel cuore
della grande Babilonia
mi chiamano il clandestino
perché non ho documenti

In una città del nord
sono andato a lavorare
la mia vita l'ho lasciata
tra Ceuta e Gibilterra

Sono una razza nel mare
fantasma nella città
la mia vita va proibita
dice l’autorità.


Quando ho pubblicato la traduzione come extra per le canzoni contro la guerra (ma quanto extra poi? quante volte le cause che spingono all'emigrazione sono da ricercare proprio in quelle guerre a cui assistiamo indifferenti magari fischiettando contenti marijuana ilegal...), mi arriva un commento che pone un dubbio sulla traduzione di raya, che può sì essere il pesce ma anche una traccia, o forzando leggermente il significato, una scia. Come a dire, non sono niente, passo e scompaio...

Solo vado con la mia pena
sola va la mia condanna
correre è il mio destino
perché non ho documenti

perso nel cuore
della grande Babilonia
mi chiamano il clandestino
io sono il fuorilegge

Mano negra clandestina
peruviano clandestino
africano clandestino
marijuana illegale