16 agosto 2007

Pecore nere

L'UDC, quello svizzero, è - se possibile - peggio dell'UDC italiano di Casini & Co. Come dice il nome (Unione Democratica di Centro) una volta era un partito moderato, piccolo e fondamentalmente innocuo, come fondamentalmente innocua e noiosa è solitamente la politica svizzera. Poi è arrivato un imprenditore multimiliardario, tale Cristoph Blocher, si è messo alla testa del piccolo partito, lo ha spostato su posizioni di estrema destra, isolazioniste, razziste e xenofobe, e l'ha magicamente fatto diventare la forza politica di maggioranza a livello nazionale.

L'ultima trovata dell'UDC è una campagna (propaganda?) per sostenere una proposta di legge "popolare" per "mandare a casa i delinquenti stranieri". Niente di nuovo, in Italia abbiamo un partito che vive esclusivamente di questo tipo di propaganda razzista, di zingare che rapiscono i bambini e rumeni violentatori.
La parte interessante è l'iconografia scelta nei manifesti dell'UDC che infestano anche le strade di Ginevra: tre pecore bianche che espellono, a calci nel sedere, la pecora nera, naturalmente orribile e responsabile di tutti i mali del mondo, fuori dalla Svizzera. Il tutto ovviamente per avere "più sicurezza".

Pour plus de sécurité

Come commenta Oscar Tosato, presidente di SOS Racisme a Losanna:

Ancora una volta il messaggio è "qualcuno è diverso per il colore della pelle". Ancora una volta si dice: chi fa qualcosa di male lo fa perché nero.
Analisi anche condivisibile, ma molto parziale, perché la pecora nera simboleggia in realtà ogni persona che sia diversa, per qualunque motivo, dai canoni e dagli standard dell'UDC. Chi non è bianco, cristiano, svizzero, in buona salute, abile al lavoro, è una persona non gradita che va buttata fuori al più presto così che gli elettori dell'UDC, un gregge di pecore bianche che belano dietro al potente di turno, possano dormire sonni tranquilli.

Ma c'è una speranza: la pecora nera è anche il simbolo della resistenza, la mascotte di quelli che non si allineano alla maggioranza. Vaffanculo alla maggioranza, come diceva il Benigni, quella maggioranza che sta recitando un rosario di ambizioni meschine, di millenarie paure, di inesauribili astuzie...
è facile tornare con le tante stanche pecore bianche!
Scusate, non mi lego a questa schiera: morrò pecora nera!

Prima di morire però, tutte le pecore nere, insieme alle altre pecore di tutti i colori, si potrebbero mettere d'accordo e tirare un gigantesco e salutare calcio in culo all'UDC!

Pour plus de diversité
Riferimenti: Il blog del giornalista Alain Hubler

11 commenti:

Massimiliano Masi ha detto...

Grande maso, che si occupa di politica svizzera!
Blocher mi sembra (visto da qui e ripensando a quello che sentivo a Radio2 svizzera) molto tranquillo, come il suo partito e la "noiosa politica svizzera". E' comunque (secondo me) un bene quando le politiche sono placide e noiose. Cito dal ns. es. prof. D. T.: in danimarca il re non sapeva che fare perche' andava tutto troppo bene. Inizio' a preoccuparsi della stabilita' del sistema solare e indisse un summit di persone che dovevano spiegare se il sist. solare fosse stabile. Poincare' vinse. E i danesi stavano bene.

Invece qui, fra quello che vuol fare pulizia etnica, fra quello che vuol mettere milano capitale d'italia, fra quello che mette diGennaro capo gabinetto, fra quello che dice che il comandante Speciale non puo' non trovare un posto di rilievo nella politica italiana, fra quello che vuol fare la guerra armata (io).

Cmq, viva la Svizzera. E la sua politica. E, se non ricordo male, anche Blocher si occupo' della crisi palestinese, quando era ministro degli esteri (circa un anno fa). Non so se telefonando proprio ad hamas da castiglione della pescaia pero'... :-)


Cmq, grande Maso che dopo il cern fara' l'inviato alla Tribune de Geneve!

Lorenzo Masetti ha detto...

poi c'è anche quello che come ministro dell'interno vuole applicare la "dottrina Giuliani" (secondo cui per sconfiggere la mafia bisogna arrestare lo zingaro che ruba il portafoglio). E si va di nulla...

Anonimo ha detto...

Ok, sono d'akordo...! =)
ma cm mio solito lascio 1 commento scemo...
notare k il responsabile a losanna d sos racisme s kiama oscar tosato..be, tutto un programma!
=P
(complimnt x il blog cmq...distrutto ora da questo commento...hehehe!)

Anonimo ha detto...

C'era una volta una pecora diversa da tutte le altre. Le pecore, si sa, sono bianche; lei invece era nera, nera come la pece.
Quando passava per i campi tutti la deridevano, perché in un gregge tutto bianco spiccava come una macchia di inchiostro su un lenzuolo bianco: «Guarda una pecora nera! Che animale originale; chi crede mai di essere? ».
Anche le compagne pecore le gridavano dietro: «Pecora sbagliata, non sai che le pecore devono essere tutte uguali, tutte avvolte di bianca lana?».
La pecora nera non ne poteva più, quelle parole erano come pietre e non riusciva a digerirle.
E così decise di uscire dal gregge e andarsene sui monti, da sola: almeno là avrebbe potuto brucare in pace e riposarsi all'ombra dei pini.
Ma nemmeno in montagna trovò pace. «Che vivere è questo? Sempre da sola!», si diceva dopo che il sole tramontava e la notte arrivava.
Una sera, con la faccia tutta piena di lacrime, vide lontano una grotta illuminata da una debole luce. «Dormirò là dentro » e si mise a correre. Correva come se qualcuno la attirasse.
«Chi sei?», le domandò una voce appena fu entrata.
«Sono una pecora che nessuno vuole: una pecora nera! Mi hanno buttata fuori dei gregge».
«La stessa cosa è capitata a noi! Anche per noi non c'era posto con gli altri nell'albergo. Abbiamo dovuto ripararci qui, io Giuseppe e mia moglie Maria. Proprio qui ci è nato un bel bambino. Eccolo!».
La pecora nera era piena di gioia. Prima di tutte le altre poteva vedere il piccolo Gesù.
«Avrà freddo; lasciate che mi metta vicino per riscaldarlo!».
Maria e Giuseppe risposero con un sorriso. La pecora si avvicinò stretta stretta al bambino e lo accarezzò con la sua lana.
Gesù si svegliò e le bisbigliò nell'orecchio: «Proprio per questo sono venuto: per le pecore smarrite!».
La pecora si mise a belare di felicità. Dal cielo gli angeli intonarono il «Gloria».

Anonimo ha detto...

Come fà uno che si chiama Cristoph Blocher ad essere cristiano? Il nome e' un inno alla laicità!

Lorenzo Masetti ha detto...

Attenti al lupo!

Anonimo ha detto...

è un dato di fatto che neri,cinesi arabi siano caratterialmente scorretti e che distruggano qualsiasi società,basta vedere le loro,prendere distanza da questi non è razzismo ma difesa della propria società.
Solo gli ipocriti negano questo,coloro che fanno gli antirazzisti ma poi accettano culture razziste come quelle islamiche e orientali,dimostrandosi più razzisti di tutti.Gli ipocriti ciechi e alimentatori del male.

Lorenzo Masetti ha detto...

e' un dato di fatto che tu sia un ignorante.

om ha detto...

Le pecore razziste dell'UDC, affisse in ogni angolo del paese ci hanno davvero rotto le scatole. Hanno stimolato un'interessantissima carrellata di azioni di adbusting che hanno messo in seria difficoltà le società generali d'affissioni che hanno faticato a star dietro al ricambio dei manifesti.

Un gruppo trovatosi al riuscitissimo kabaret organizzato dal Tikinò a Losone negli scorsi giorni ha provato ad immaginare alcuni esercizi di stile attorno all'osceno manifesto.

Che ne è venuto fuori? Dateci un'occhiata!
http://om.noblogs.org/post/2007/09/11/pecore-udc

secelagocciaegi ha detto...

la pecora nera, nn voleva essere un simbolo razzista, ma è stata semplicemente usata x mettere in risalto la gravità dei reati commessi da ALCUNI(non tutti) stranieri e la necessità di espellerli ...
questo referendum non è affatto razzista, ma è un modo x difendere tutti gli abitanti in svizzera e la loro sicurezza, e per difendere gli immigrati onesti che sempre piu spesso si potevano confondere e "intitolare" come criminali.

Lorenzo Masetti ha detto...

o bravo! vedo che hai capito proprio tutto, ora torna pure a discutere dell'andamento del franco svizzero, delle azioni di Credit Suisse, e della concorrenza fiscale tra cantoni. Sono argomenti su cui sei sicuramente più preparato.