02 settembre 2008

A che ora è la fine del mondo?

I quattro cavalieri dell'ApocalisseAnd I heard as it were the noise of thunder.
One of the four beasts saying "come and see",
and I saw, and behold a white horse.

(Johnny Cash, The man comes around)


"Abbiamo ora in collegamento la famosa astrologa Margherita Hack..."

"Semmai io sarei astrofisica!!"

Il famoso siparietto tra Margherita Hack e una impreparatissima conduttrice televisiva la dice lunga sulla cultura media dei giornalisti, soprattutto quando si sfiorano gli argomenti scientifici.

Il fatto che si parli tanto dell'eventualità che il 10 settembre il mondo finisca risucchiato da un buco nero prodotto da LHC, è preoccupante. Finché ne parla Repubblica niente da stupirsi (a quando la protesta di quelle nude per fermare LHC?) ma la stessa notizia è finita in prima pagina anche su Le Courrier, che sembrava quasi un giornale serio (almeno rispetto alla concorrenza...).

Certo anche senza addentrarsi nei dettagli della confutazione della tesi del prof. Rössler (tesi che oltre a essere errata è anche contraddittoria!), un giornalista avrebbe potuto almeno leggere questo semplice ragionamento (e c'è pure la traduzione in italiano!):
L’LHC, come altri acceleratori di particelle, ricrea i fenomeni naturali dei raggi cosmici
in condizioni controllate di laboratorio, permettendo il loro studio in maggiore dettaglio. I raggi cosmici sono particelle prodotte nello spazio cosmico, alcune delle quali sono accelerate fino ad energie molto superiori a quelle dell’LHC. L’energia e la frequenza con le quali raggiungono l’atmosfera terrestre sono state misurate in esperimenti per più di 70 anni. Durante i passati miliardi di anni, la natura ha già prodotto sulla terra tante collisioni quante ne produrrebbero circa un milione di esperimenti LHC – eppure il nostro pianeta esiste ancora. Gli astronomi osservano un enorme numero di grandi corpi celesti in tutto l’universo, ognuno dei quali è colpito dai raggi cosmici. L’intero universo porta a termine ogni secondo più di 10 mila miliardi di esperimenti analoghi all’LHC. La possibilità di una qualsiasi conseguenza pericolosa contraddice quello che gli astronomi osservano – stelle e galassie esistono tuttora.
Se ancora questo non vi convince cercherà di farlo John Ellis in questo video.

Per la stessa ragione per cui i giornali ospitano ogni giorno una pagina dedicata all'astrologia, preferiscono dare risalto a queste notizie allarmistiche sensazionali.
Il problema è che parlare di quello che succederà veramente il prossimo 10 settembre potrebbe risultare molto più noioso. Dovrebbero spiegare infatti che verrà fatto circolare il fascio nell'acceleratore ad una energia ridotta e soprattutto senza collisioni! Si dovrebbe anche spiegare che l'11 settembre è un giorno festivo (si chiama jeûne genevois, anche se nessuno digiuna!) e tutti ne approfitteranno per fare il weekend lungo. Quindi subito dopo la grande inaugurazione tutto il CERN sarà... in vacanza per quattro giorni.

PS. Giacomo mi ha battuto sul tempo e, non contento di arrivare secondo, gli ho anche rubato l'idea dei quattro cavalieri dell'Apocalisse. Sembra che chi lavora al CERN si senta moralmente tenuto ad esprimersi sull'argomento...

13 agosto 2008

Che cavolo stai dicendo, Eddie?

Per anni i fan dei Pearl Jam si sono chiesti cosa diavolo biascicasse Eddie Vedder nella canzone Yellow Ledbetter. La risposta in questo divertentissimo video:


Per delle ipotesi più serie sul significato di questi mormorii rimando naturalmente alle Canzoni contro la guerra.

13 luglio 2008

Vigliacco!

Vigliacco

Sono un vigliacco. Un vigliacco perché associo alle vuote parole retoriche di uno dei tanti politicanti che approvano le "guerre umanitarie" il volto di un ragazzo della mia età, morto in maniera tragica a causa delle scelte fatte da quelli che non mancheranno poi di "stringersi idealmente intorno alla sua bara".
Sono un vigliacco perché faccio notare che ad andare in guerra si rischia di morire. Perché oso solo pensare che una missione militare spedita a difendere gli interessi economici degli Stati Uniti non sia esattamente "qualcosa di concreto per migliorare il mondo". Oltre al coraggio e all'onore, mi manca insomma anche il pudore!

Esprimo le mie idee sulla pelle della gente? Cerchiamo di essere onesti: ho pubblicato su un blog una poesia, non ho ammazzato nessuno. Quelli che mandano la gente a morire, per poi presentarsi in prima fila, commossi, ai funerali, pronunciando senza pudore le loro boiate a proposito di "eroi della pace", quelli sono i veri vigliacchi.

La parola vigliacco deriverebbe secondo alcuni da Valachus, valacco, sarebbe cioè l'adozione nel vocabolario corrente di un insulto razzista. O forse solo "vagamente razzista", come scrive un altro simpatico e anonimo commentatore che mi dà del "radical schick" (che poi si scriverebbe radical-chic). Ebbene, da bravo intellettuale di sinistra che vive nella sua torre d'avorio, vi lascio riflettere sulle note di questa vecchia canzone...

17 maggio 2008

Nos parents anciens

"Il fenomeno di rapimenti di bimbi italiani da parte di nomadi o organizzazioni criminali non compare nei dati raccolti dalla polizia di Stato sui minori scomparsi. È invece una costante registrata dagli studiosi di leggende metropolitane."
(da Peacelink)


Les Tziganes

Vengono dal fondo del tempo
andando e poi tornando
gli zigani
Sono i nostri padri remoti
gli indo-europei
gli zigani
Cavallo magro e cane perduto
nella notte blu
quando passo non ho paura di loro

Sei nero come l'estate
quando il sole mi ha bruciato
O zigano,
Fai dei panieri di vimini
per avere un po' di quattrini
O zigano
il tempo t'ha abbronzato la pelle
d'oro e di rame
Il sole è geloso quando dormi

Hanno dei castelli viaggianti
Quattro ruote arredate di vento
gli zigani
Vanno trascinando il mio destino
Tra le linee della mano
Gli zigani
La felicità è un dolore
che abbiamo mancato
Corro anch'io per recuperarla

Cammini dai tempi dei tempi
la strada che scorre davanti
O zigano
che peccato hai commesso
per dover vagare così?
O zigano
Farei di tutto per andarmene
O zigano, prestami i tuoi peccati!

Les Tziganes - Léo Ferré



Ginevra Di Marco

14 maggio 2008

A Man We'll Soon Forget

Bill GatesLa prossima volta che Windows Vista vi si pianta, mentre installate Ubuntu, vi consiglio di canticchiare questa canzoncina che i Pearl Jam hanno dedicato al loro amabile concittadino.

Ci rimane male lo scemo
che scambia l'amore per una corvetta
pensa che avrà la ragazza
ma troverà solo il meccanico
cosa gli manca?
sta vivendo
un giorno che dimenticherà presto

Eccolo ancora una volta
il sole sta calando
sta spuntando la luna, ma lui è ubriaco ed urla
spingendo la gente
sta pisciando... sta vivendo...
un giorno che presto dimenticherà.

Conta i soldi tutte le mattine
è l'unica cosa che ancora lo eccita
chiuso a chiave in una casa gigante
è allarmante
la gente in città ride tutta di lui

Ci rimane male lo scemo
che scambia l'amore
con un buon stipendio
Sembra che quello che quel che guadagni in più
eguagli la solitudine che ottieni
e tutto torna
sta solo vivendo
un giorno che dimenticherà presto

Eccolo ancora una volta
non si sente nessun suono
è steso a terra morto
e stringe in mano le banconote
non ha mai lasciato andare i soldi

si sta irrigidendo
stiamo tutti fischiettando...
un uomo che dimenticheremo presto.


09 aprile 2008

Scatolette colorate

Little Boxes


Era il 1962 quando la folksinger Malvina Reynolds viaggiando a sud di San Francisco si imbatté, nella cittadina di Daily City, in un quartiere di casette colorate tutte uguali, costruite nel dopoguerra e abitate dalla nuova middle class americana.
Scrisse in meno di due ore una canzoncina, apparentemente leggera, che era in realtà un ritratto spietato dell'omologazione della società statunitense. Il termine gergale ticky tacky, che indica il materiale scadente con cui erano costruite quelle scatolette colorate, è perfino stato accolto nell'Oxford Dictionary che attribuisce l'origine della parola alla canzone.

Nel 1964 una versione cantata da Pete Seeger entrò addirittura nella top ten dei singoli più venduti. Nel 1971 Victor Jara la adattò in spagnolo con il titolo Las Casitas del Barrio alto.
Piccole scatole sulla collina, piccole scatole fatte di ticky tacky
Piccole scatole sulla collina, piccole scatole tutte uguali
Ce n'è una verde ed una rosa ed una azzurra ed una gialla
E sono tutte fatte di ticky tacky e si assomigliano tutte.

E la gente nelle case è andata tutta all'università
Dove sono stati messi in delle scatole e sono usciti tutti uguali
e ci sono i dottori e ci sono gli avvocati, e gli uomini d'affari
e sono tutti fatti di ticky tacky e si assomigliano tutti.

E tutti giocano sul campo da golf e sorseggiano i loro Martini dry
e hanno tutti dei bei bambini, e i bambini vanno a scuola
e i bambini vanno al campo estivo e poi all'università
Dove vengono messi in delle scatole ed escono tutti uguali.

E i ragazzi fanno carriera e si sposano e mettono su famiglia
in delle scatole fatte di ticky tacky e si assomigliano tutti.
Ce n'è una verde ed una rosa ed una azzurra ed una gialla
E sono tutte fatte di ticky tacky e si assomigliano tutte.